Come si può rinunciare a un buon calice di vino davanti a una delle prelibatezze della cucina italiana? Per gli appassionati e gli intenditori il vino è come la melodia per un compositore o un ritratto per un pittore, un'opera d'arte che l'uomo crea venerando la natura.
Negli ultimi anni per amatori, intenditori e turisti sono stati ideati percorsi enogastronomici che prendono per mano i fortunati e li guidano attraverso odori e sapori della nostra terra. In genere sono le cantine più prestigiose ad aprire le porte a ospiti da tutto il mondo e il principe della manifestazione è sempre il vino. Ma in Toscana, precisamente a Gavorrano in provincia di Grosseto, i percorsi enogastronomici della Cantina Rocca di Frassinello hanno preso una piega interessante. L'accordo fra le due famose firme Castellare e Domaines Barons de Rothschild Lafite, con a capo il Barone Eric de Rothschild e Paolo Panerai, ha dato vita all'ambizioso progetto di unificare l'esperienza nella coltivazione e nella vinificazione del vitigno toscano San Gioveto e quella dei quattro vitigni francesi per eccellenza, il Cabernet, il Merlot, il Petit Verdot e lo Shiraz. Un lavoro costato due anni e che ha dato vita a 90 ettari di vigneti. Per un'opera colossale, serviva l'intervento di un personaggio di pari livello. I due ideatori non hanno solo scelto Renzo Piano ma si può ben dire che il famosissimo architetto abbia scelto la cantina Rocca di Frasinello in nome di una lunga amicizia che lo lega a Paolo Panerai e al ricordo del padre, grande appassionato e produttore di vino. La configurazione della cantina è quella di Castello-cantina dove il cuore della struttura è certamente la barricaia dove il vino viene lasciato a invecchiare. Di solito una cantina ha un ciclo di produzione che segue un ordine orizzontale (in un locale la tinaia, poi la barricaia e infine il magazzino) ma Piano ha stravolto questo sistema facendo ruotare tutta la produzione attorno alla barricaia, luogo dove la qualità del vino viene accresciuta. Essa si presenta come un quadrato con il lato di 40 m incassato sottoterra, per consentire di mantenere la giusta temperatura e umidità, e sul quale si regge un solaio senza l'ausilio di colonne o pilastri. Ai lati una cornice di 20 m dove sono collocati tini con veri e propri tappi che si aprono sul piazzale sovrastante. Durante la vendemmia l'uva scende per caduta nei tini di fermentazione, evitando alle pompe di sottoporla a stress e attraverso la cornice si avvia il processo che collocherà il vino nella barricaia. Il visitatore all'entrata viene avvolto dalla vista di filari di botti in più ordini, la luce diretta penetra dal solaio, come un riflettore e a richiesta. La barricaia di Piano ha un carattere sacro e solenne: con le sue forme nette, pulite ma eleganti assume l'aspetto di un tribunale romano dove la carica indiscussa viene rivestita dal vino nel suo momento più importante, quello dell'invecchiamento; il piazzale che sovrasta la barricaia, e che è il tetto, viene chiamato dal suo stesso architetto sagrato, proprio perché la scelta meticolosa dell'uva e la massima cura durante la sua lavorazione è l'anello più sacro di tutta la catena: l'atto di nascita di un vino sublime.
Cantina- castello di Rocca di Frassinello; Barricaia
Immagini tratte da:
www.castellare.it
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